Cavalleria rusticana – Pietro Mascagni | Versione da concerto
Durata: 2 ore e 45 minuti, incluso un intervallo
Lingue: Italiano, Latino
Soprattitoli: Ungherese, Inglese, lingua originale
Il mondo impazzì letteralmente per questo atto unico di Pietro Mascagni, che esplose sulla scena operistica con un’opera audace che aprì nuovi orizzonti al genere, tanto da essere imitata da centinaia di altri compositori. Un successo che non avrebbe mai più eguagliato nelle sue opere successive. In uno dei capisaldi del verismo, i protagonisti di Mascagni sono persone comuni travolte dalle proprie passioni sfrenate.
Musica avvolgente e sensuale, con una tensione drammatica mozzafiato. Amore, gelosia – e vendetta.
Trama
La vicenda si svolge a Vizzini, un paesino della Sicilia orientale. All'alba della domenica di Pasqua, nel paese si ode una serenata dedicata a Lola, moglie del carrettiere Alfio. Pian piano il paese si sveglia e tutti si preparano per il giorno di festa; Lucia, proprietaria di un'osteria, prepara il vino per i festeggiamenti che avranno luogo dopo la messa. Da lei si reca Santuzza, fidanzata di suo figlio Turiddu; sconvolta, la ragazza le rivela un'amara verità: Turiddu la tradisce. Prima di partire per il servizio militare, il ragazzo si era infatti promesso a Lola; tuttavia il periodo di leva si era protratto e la donna, stanca di aspettare, si era sposata con Alfio. Al suo ritorno, per ripicca, Turiddu si era fidanzato con Santuzza, ma successivamente aveva approfittato delle assenze di Alfio per riprendere clandestinamente la relazione con Lola.
Lucia cerca di convincere Santuzza di essere in errore, ma il loro discorso è interrotto dall'inizio della messa. Poco dopo arriva lo stesso Turiddu, che saluta la sua fidanzata; questa, esasperata, gli rinfaccia i continui tradimenti, ma lui nega tutte le accuse. La lite è interrotta dall'arrivo della stessa Lola, che provoca Santuzza cantando una canzone dedicata al suo amato; i due si recano insieme in chiesa, mentre Santuzza, al colmo della disperazione, scaglia una maledizione su Turiddu. Poco dopo arriva Alfio, che chiede a Santuzza dove sia sua moglie; lei incautamente gli svela la tresca, pentendosene immediatamente; Alfio giura infatti vendetta contro il suo rivale.
La messa termina e tutti i paesani si recano all'osteria di Lucia, dove intonano gioiosi brindisi alle gioie della vita. Torna Alfio, al quale Turiddu offre un bicchiere di vino; questi rifiuta sdegnato, e lo sfida a duello all'arma bianca. Le donne portano via Lola e Santuzza, mentre Turiddu, con la scusa di abbracciare Alfio, gli morde l'orecchio: con questo gesto accetta la sfida. Turiddu sa di essere nel torto e si lascerebbe uccidere per espiare la propria colpa, ma non può lasciare sola Santuzza, disonorata dal suo tradimento, dunque combatterà con tutte le sue forze. Alfio gli dà appuntamento a un orto poco distante per duellare.
Turiddu si prepara al duello: prima di recarvisi saluta Lucia, raccomandando di fare da madre a Santuzza se lui non dovesse tornare, poi corre via. Lucia comprende solo allora quanto fossero vere le parole di Santuzza; mentre le due donne si abbracciano, si ode un mormorio venire da lontano; poco dopo una donna urla che Turiddu è morto, gettando tutti nella disperazione