Salome – Richard Strauss
Opera | Contemporaneo
Durata: 2 ore senza intervallo
Lingua: tedesco
Sovratitoli: ungherese, inglese, tedesco
Che cosa accade quando i peggiori tratti di un principe assetato di potere incapace di resistere ai piaceri terreni, di una donna moralmente corrotta, vendicativa e manipolatrice e di una ragazza adolescente guidata dal desiderio ma estremamente impressionabile esplodono tutti nello stesso momento alla comparsa di un uomo santo? Qualcuno perde la testa… Che cosa accade quando il dramma di uno scrittore irlandese anticonvenzionale, che rielabora un soggetto biblico in modo ferocemente erotico e sanguinoso, viene adattato per il palcoscenico operistico da un compositore tedesco che, attraverso le sue invenzioni musicali, spinge il genere ai suoi limiti estremi? Nasce l’opera moderna… Il dramma di Oscar Wilde fu vietato per decenni dalla censura britannica, motivo per cui il pubblico parigino fu il primo a vederlo in scena nel 1896. Sebbene l’opera fosse ben accolta, appena un decennio dopo il suo successo fu oscurato dall’opera lirica basata su di essa, il cui percorso trionfale iniziò esattamente nel modo opposto. Alla prima di Dresda del 1905 del dramma musicale di Richard Strauss, ad esempio, l’interprete del ruolo del titolo, straordinariamente impegnativo, si rifiutò di eseguire la Danza dei sette veli, e sia la musica sia il soggetto nel loro insieme scioccarono il pubblico. Oggi Salome è diventata uno dei pilastri del repertorio operistico internazionale e ritorna continuamente in nuove interpretazioni. La nuova produzione dell’OPERA è messa in scena da Máté Szabó con un approccio contemporaneo e presenta allo stesso tempo una ricostruzione del palazzo di Erode scoperta durante gli scavi sul Monte Machaerus condotti dall’archeologo ungherese Dr. Győző Vörös.
Avviso per i genitori: lo spettacolo non è raccomandato ai minori di 16 anni. A causa di temi disturbanti e di contenuti sessuali espliciti, questo spettacolo non è raccomandato ai minori di 16 anni.
Trama
La vicenda è ambientata nella reggia di Erode a Gerusalemme.
Durante un sontuoso banchetto, un paggio mette in guardia il capitano delle guardie Narraboth: l'uomo si è infatti invaghito di Salomè, figlia di Erodiade, vedova del fratello di Erode e adesso compagna del re; il paggio paragona la bellezza della fanciulla a quella della luna, ma asserisce anche che ella è crudele e perversa quanto sua madre, insinuando che il re abbia con lei un rapporto incestuoso. Questo discorso è interrotto dalla voce del profeta Jokanaan, imprigionato in una cisterna, che deplora la condotta dei due sovrani e predice l'arrivo del Messia. Irretito da quelle parole, Erode comanda alle guardie di non liberare Jokanaan per nessuna ragione.
Salomè fa il suo ingresso al banchetto. Incuriosita dalle parole di Jokanaan, ordina alle guardie di infrangere gli ordini del patrigno e liberare l'uomo dalla cisterna, perché venga portato al suo cospetto. Giunto ai suoi piedi, il profeta condanna ferocemente la condotta di Erode e di Erodiade; Salomè, dal canto suo, non viene per nulla scalfita da quelle accuse, ma prova una subitanea, irresistibile attrazione per Jokanaan, al punto che giura di fare qualunque cosa in suo potere per baciarne la bocca nonostante i suoi continui rifiuti. Narraboth, sentendosi tradito da Salomè, si pugnala; Jokanaan maledice la giovane e si lascia ricondurre nella cisterna.
Erodiade ed Erode escono sulla terrazza. La donna è turbata dalla presenza del profeta e accusa il marito di esserne spaventato; frattanto gli Ebrei e i Nazareni disquisiscono sull'identità del profeta, ritenuto da alcuni il profeta Elia, da altri il Messia in persona. Erode, indifferente a questa diatriba, chiede a Salomè di danzare per lui, promettendole in cambio qualsiasi cosa desideri. Salomè danza per lui la sensuale Danza dei sette veli, per poi chiedere al re la testa di Jokanaan. Erode tenta invano di dissuaderla, temendo di uccidere un uomo che ha visto Dio; alla fine, sobillato da Erodiade, cede alla richiesta della figliastra, e fa decapitare Jokanaan. Salomè vorrebbe bearsi delle grida di terrore del profeta, ma questi va incontro al suo destino senza alcun timore; poco dopo, Erodiade porta a sua figlia la testa di Jokanaan su un piatto d'argento.
Salomè rimane sola con la testa di Jokanaan; inebriata dalla sua stessa crudeltà si appresta a esaudire il proprio desiderio, quando viene improvvisamente colta da un dubbio: la testa del profeta non le servirà a nulla, se egli non può darle più il suo amore. Il rimorso, tuttavia, dura poco, e la fanciulla bacia finalmente la bocca di Jokanaan. Di fronte a quel gesto, Erode comprende finalmente quanto ella sia perversa, e ordina alle guardie di giustiziarla.