Aida

Ordina biglietti
Giugno 2027
Lu
Ma
Me
Gi
Ve
Sa
Do

 

Aida – Giuseppe Verdi
Concerto | Opera
Durata: 3 ore 30 minuti, incluso un intervallo
Lingua: Italiano
Sovratitoli: Ungherese, Inglese, Italiano

 

I vulnerabili protagonisti di Aida affrontano un doloroso dilemma morale: a chi devono essere fedeli? Alla loro patria? Alle loro famiglie? O al loro amore? La storia dell’opera è frutto della guerra: non solo nella sua scrittura, ma anche sul palco. I suoni della guerra risuonano nella vicenda della principessa etiope prigioniera e del re, e del comandante egiziano abbattuto per e dall’amore. Sebbene l’Egitto ottenga una vittoria di Pirro, questo trionfo desiderato da molti porta rovina a tutti coloro che lo auspicavano. È una storia sulla guerra, un tema antico quanto l’uomo e che continuerà finché la nostra specie esisterà. La guerra sceglie vita o morte per milioni, divide famiglie e amanti e pervade paesi in guerra e le loro popolazioni di ogni ordine e rango, dal faraone allo schiavo. Ma c’è una cosa che non potrà mai essere vinta: la purezza dell’anima. Nella versione da concerto del capolavoro di Verdi, il tenore di fama internazionale Gregory Kunde interpreta Radamès.

 

Avvertenza per i genitori: Lo spettacolo non è raccomandato per bambini sotto i 12 anni.

 

 

Trama

Durante una guerra, Aida, la figlia del re etiope, è stata fatta schiava e portata in Egitto, dove però nessuno conosce la sua vera identità. Durante la schiavitù ella si innamora del comandante delle truppe egiziane Radames che ricambia il suo amore.

 

Atto I

Scena I: sala del Faraone a Menfi.

Aida, principessa e figlia del Re di Etiopia Amonasro, vive a Menfi come serva; gli Egizi l'hanno catturata durante una spedizione militare contro l'Etiopia, ignorando la sua vera identità e suo padre ha organizzato un'incursione in Egitto per liberarla dalla prigionia. Ma fin dalla sua cattura, Aida è innamorata, ricambiata, del giovane guerriero Radamès, che sogna di comandare le truppe. Ha però una pericolosa rivale, Amneris, la figlia del Faraone d'Egitto. Giunta Aida, Amneris intuisce che la serva possa essere la fiamma di Radamès e falsamente la consola dal suo pianto. Appare il Faraone assieme agli ufficiali e al sommo sacerdote Ramfis che introduce un messaggero recante le notizie dal confine: gli etiopi stanno distruggendo tutto e stanno per marciare su Tebe. Aida è preoccupata: suo padre sta marciando contro l'Egitto. Il Faraone dichiara inoltre che Radamès è stato scelto da Iside come comandante dell'esercito che combatterà contro Amonasro. Il cuore di Aida è diviso tra l'amore per il padre e il suo paese e l'amore per Radamès.

 

Scena II: Interno del tempio di Vulcano a Menfi.

Cerimonie solenni e danza delle sacerdotesse. Investitura di Radamès come comandante in capo.

 

Atto II

Scena I: Stanza di Amneris

Amneris riceve la sua schiava Aida e ingegnosamente la spinge a dichiarare il suo amore per Radamès, mentendole dicendo che egli è morto in battaglia; la reazione di Aida alla notizia la tradisce rivelando l'amore segreto per il guerriero. Amneris così la minaccia essendo la figlia del Faraone e potendo tutto a differenza della povera serva, ma con orgoglio Aida si lascia sfuggire che anche lei è di nobile rango, tuttavia si trattiene appena in tempo e chiede perdono. Risuonano da fuori le trombe della vittoria e Amneris obbliga la disperata Aida a vedere con lei il trionfo dell'Egitto e la sconfitta del suo popolo.

 

Scena II: Uno degli ingressi della città di Tebe.

Radamès torna vincitore e il Faraone decreta che egli potrà avere tutto quello che desidera. I prigionieri etiopi sono condotti alla presenza del Re; tra loro figura Amonasro e Aida accorre subito ad abbracciare il padre, ma Amonasro non viene riconosciuto e dichiara che il Re etiope è stato ucciso in battaglia: le loro vere identità rimangono quindi sconosciute agli Egizi. Animato dal suo amore per Aida, Radamès desidera che i prigionieri siano liberati e il Faraone, a lui grato, lo proclama suo successore al trono concedendogli la mano della figlia Amneris e fa inoltre rilasciare i prigionieri; su consiglio di Ramfis, fa però restare Aida e Amonasro come ostaggi per assicurare che gli etiopi non cerchino di vendicare la loro sconfitta.

 

Atto III

Scena I: Le rive del Nilo, vicino al tempio di Iside.

Mentre Amneris prega nel tempio di Iside fuori dal palcoscenico, il Re etiope tenuto in ostaggio assieme ad Aida medita una vendetta per la sconfitta subita e costringe la figlia a farsi rivelare da Radamès la posizione dell'esercito egizio. Radamès ha solo apparentemente consentito di diventare il marito di Amneris e, fidandosi di Aida, durante la conversazione in cui decidono di fuggire insieme, le rivela per incauta confidenza le informazioni richieste dal padre. Rimasto nei paraggi origliando la conversazione, Amonasro rivela la sua identità e, all'arrivo delle guardie e di Amneris, fugge con Aida. Disperato per avere involontariamente tradito il suo Faraone e la sua patria, Radamès si consegna prigioniero al sommo sacerdote.

 

Atto IV

Scena I: Sala nel palazzo del Faraone; andito a destra che conduce alla prigione di Radamès.

Volendo salvare Radamès di cui conosce l'innocenza, Amneris lo supplica di discolparsi, ma egli rifiuta. Radamès affronta il processo fuori dal palcoscenico; tace e non si difende, mentre Amneris, che rimane sul palco, si appella ai sacerdoti affinché gli mostrino pietà. Radamès viene condannato a morte per alto tradimento e sarà sepolto vivo. Mentre Radamès viene portato via Amneris maledice i sacerdoti.

 

Scena II: L'interno del tempio di Vulcano e la tomba di Radamès; la scena è divisa in due piani: il piano superiore rappresenta l'interno del tempio splendente d'oro e di luce, il piano inferiore un sotterraneo.

 

Sepolto vivo nel sotterraneo del tempio di Vulcano, Radamès crede di essere solo, ma pochi attimi dopo si accorge che Aida si è nascosta nella cripta per morire con lui. I due amanti accettano il loro terribile destino, confermano l'amore reciproco, dicono addio al mondo e alle sue pene e aspettano l'alba, mentre Amneris piange e prega sopra la loro tomba durante le cerimonie religiose e la danza di gioia delle sacerdotesse.

Programma e cast

Direttore d’orchestra: Péter Halász
Il re d’Egitto: András Kiss
Amneris, sua figlia: Erika Gál
Aida, principessa etiope: Zsuzsanna Ádám
Radamès, capitano delle guardie: Gregory Kunde
Ramfis, sommo sacerdote: Gábor Bretz
Amonasro, re d’Etiopia: Michele Kalmandy
La somma sacerdotessa: Melinda Heiter
Un messaggero: Barna Bartos

 

Con l’Orchestra e il Coro del Teatro dell’Opera di Stato ungherese

 

Traduzione ungherese: Judit Kenesey
Maestro del coro: Gábor Csiki

 

Compositore: Giuseppe Verdi
Librettista: Antonio Ghislanzoni

Teatro dell'Opera di Budapest

INFORMAZIONI IN CASO DI PIENO CASA!

Se tutti i posti sono esauriti per l'orario selezionato, ma desideri comunque vedere la nostra produzione in quel giorno, inizieremo a vendere 84 dei nostri posti in piedi estremamente convenienti 2 ore prima dell'inizio dello spettacolo, con i quali potrai visitare il galleria al 3° piano. I biglietti possono essere acquistati presso la biglietteria del Teatro dell'Opera e sulla nostra interfaccia online. Vorremmo richiamare la vostra attenzione sul fatto che il palco è visibile solo in misura limitata dai posti in piedi e dai sedili laterali, ma allo stesso tempo, il seguito dello spettacolo è supportato anche dalla trasmissione televisiva sul posto.

 

Il Teatro dell'Opera di Budapest (Magyar Állami Operaház in ungherese) è uno dei maggiori esempi di architettura neorinascimentale. Si trova a Pest in Andrássy út 20.

 

Costruito da Miklós Ybl tra il 1875 e il 1884, è un edificio riccamente decorato, ed è considerato uno dei suoi capolavori. In stile neorinascimentale con elementi barocchi, è arricchito con affreschi e sculture di Bertalan Székely,Mór Than e Károly Lotz.

 

Di fronte alla facciata vi sono le statue di Ferenc Erkel, compositore dell'inno nazionale, e del compositore classicoFranz Liszt, entrambe di Alajos Stróbl.

Gustav Mahler ne fu direttore dal 1888 al 1891.

Opera de Stat Maghiară
Attila Nagy
© Berecz Valter
Eventi correlati